Dissimulazione della verità. Nascondimento. Velatura. Motivo: evitare la sofferenza. Proteggere. Difendere. In generale la si pensa così, si nega la verità a qualcuno, la verità che lo riguarda, la verità scomoda, la verità che è diversa dal desiderio, dalla costruzione di vita felice che si auspica per un figlio, per un figlioccio, per un nipote prediletto, per un bambino - sia chi sia - su cui proiettare il proprio desiderio mancato di felicità. Motivo: evitare di ricordare, guardando quel bambino, la propria irreparabile infelicità. Ad altro livello la verità è negata al pubblico, ai propri elettori, al popolo plaudente: verità è consenso, anzi consenso al posto di verità. Capita anche per gli affetti, l'amore: si spera di tratterli, negando la verità.
Coraggio è forza del cuore: coraggio di conoscere la verità. Ed è questo coraggio che anima la protagonista del film Il concerto: un film che parla di ebrei, che usa l'ironia degli ebrei, anzi l'autoironia, il saper sdrammatizzare la sorte, l'accettare la sorte di ebrei e al contempo respingerla se essa diventa destino, per cogliere l'occasione di un messaggio universale, il messaggio di libertà, di rinnovamento, di rivendicazione della propria importanza, della propria rilevanza, per quel che si sa fare, per quel che si è. La giovane violinista alla ricerca della verità: vuole sapere chi sia colei che l'ha messa al mondo, pensa di conoscerne il nome, quello che le è stato detto per dare il nome alla 'madre della notte', un nome che soddisfi la richiesta del nome.
Ma il nome, semplicemente, non è quello vero, perché è un'altra sua madre. E solo la musica le mostrerà la verità: la musica che emanerà suonando al concerto, un concerto che è miracolosa sinfonia che miracolosamente esce dal coacervo di vite distrutte, le vite dei musicisti che il potere sovietico ha privato di vita, di futuro, le vite disperse come in una diaspora, a punizione del dissenso, del rifiuto di condividere il regime. Nel concerto emana la sinfonia scaturita quasi senza intenzione dalle vite, dall'accozzaglia di vite; nel concerto la giovane donna ritrova la verità. La riconosce. L'aveva avuta sempre con sé, la verità, ma non l'aveva riconosciuta: la musica lasciatale dalla madre morta di follia e di dolore, la musica, l'unica sopravvissuta.
La musica di sua madre.
La verità di sua madre.
La madre vera.

Il concerto, regia di Radu Mihaileanu, 2009.